Normative tecniche per le costruzioni 1994 

La ricerca della qualità nel campo delle costruzioni e diventata ormai un'esigenza inderogabile sia per I'lmpresa che per i Progettisti, i Direttori dei Lavori e i Collaudatori.


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 - Normative tecniche per le costruzioni, edizione 1994 - Copertina del volume

Normative tecniche per le costruzioni - Edizione 1994

Settori d'intervento:

  • Ricerche Georadar
  • Geologia e Geotecnica
  • Ingegneria Civile - Collaudi Statici
  • Controllo Qualità - Edilizia, Acciaio, Costruzioni Metalliche
  • Ingegneria Civile - Degrado e Controlli non Distruttivi

La richiesta di qualità nel processo del costruire si esplicita in requisiti e prestazioni, presenti nella normativa tecnica e nei documenti contrattuali d'appalto, e si definisce nella rispondenza dei livelli prestazionali delle opere eseguite a quelli previsti da progetto e capitolato fecnico.

La Sidercem opera da diversi anni per soddisfare le esigenze di futti gli Enti, Imprese, Progettisti, Direttori dei Lavori, che della qualita del costruire hanno fatto una strategia globale, considerandola un investimento di sicuro ritorno che senza sacrificare la redditività per I'lmpresa, assicura elevati livelli di sicurezza per il Committente.

La Sidercem gestisce due laboratori qualificati nel campo della tecnologia e della scienza dei materiali, dei collaudi, delle indagini geognostiche, geotecniche ed e suddivisa settorialmente in reparti operativi coor-dinati da un responsabile di settore.

I campi tradizionali di intervento che la Sidercem ha sviluppato sono:

Controllo qualità:

  • Conglomerati cementizi (inerti, acque, cementi, additivi, Mix design);
  • Calcestruzzi fibrorinforzati (inerti, acque, cementi, additivi, fibre, Mix design);
  • Conglomerati bituminosi (inerti, bitume, Mix design);
  • Barre e trefoli per c.a. e c.a.p.;
  • Carpenteria e bulloneria metallica;
  • Resine e materie plastiche.

Geologia e Geotecnica:

  • Rilevati, Costruzioni in terra, Fondazioni, Frane (Indagini geognostiche, prove di laboratorio, rilevati sperimentali e prove in situ);
  • Ricerche georadar.

Collaudi statici:

  • Prove di carico su ponti, viadotti e solai;
  • Prove di carico su pali, micropali, tiranti.

Prefazione

L'incarico conferitomi dall'A.L.I. - Associazione Laboratori di Ingegneria - di scrivere queste brevi note d'introduzione non è solo motivo di compiacimento ma anche di legittimo orgoglio, in quanto in questo volume vedo il proseguimento di una mia antica fatica di raccoglitore di Norme.

Sono stato sempre convinto che tutta l'opera dello Stato di dotare la Nazione, a tutela della incolumità pubblica, di un corpo di Norme nel campo delle costruzioni sarebbe frustrata, ove non concorressero altri elementi che danno vita alle Norme stesse: la divulgazione e la corretta interpretazione.

A cosa può servire una Norma sia pure perfetta se la conoscenza della sua emanazione rimane relegata in ambiti molti ristretti, senza giungere a tutti i suoi potenziali utilizzatori?

Se poi si considera anche il continuo aggiornarsi delle Normative, conseguente al rapido evolversi delle conoscenze, il problema della divulgazione diviene senza dubbio prioritario.

Non basta la sola pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale per poter dire di avere adempiuto al dovere di divulgazione; non vedo il tecnico italiano (e credo di tutto il mondo) compiere il rito quotidiano dell'acquisto della Gazzetta Ufficiale per una sua attenta lettura d'aggiornamento.

Non mi resta quindi che plaudire all'iniziativa assunta dall'A.L.I. che costituisce un contributo sostanziale a quell'opera divulgativa che ritengo essenziale; ciò tanto più in quanto i Laboratori prove materiali, quale strumento operativo della Norma per il controllo della qualità dei materiali, rappresentano il passaggio obbligato per tutti gli operatori.

Voglio chiudere queste mie brevi note con un auspicio ed un incitamento affinchè A.L.I., attraverso tutti i Laboratori associati anche per la funzione essenziale ad essi affidata dalla Legge, divenga, oltre che strumento di divulgazione, anche strumento di corretta interpretazione.

Cid non perchè l'A.L.I. si sostituisca allo Stato, il solo legittimato a dare l'autentica interpretazione delle Norme, ma in quanto ogni singolo Laboratorio prove rappresenta uno dei pochi punti di contatto fra normatore ed utilizzatore.

Verrebbero così a formarsi tanti punti di riferimento, che favorirebbero l'utile ed essenziale colloquio fra Stato e cittadino, unico mezzo per conseguire il risultato di non più avere cittadini oppressi dalle Norme ma convinti partecipi delle stesse.

Giugno 1992

Dott. Ing. ATTILIO CIPOLLINI

Direttore dei Servizio Sismico Nazionale

Presidenza del Consigiio dei Ministri

Presentazione

Nella presente pubblicazione sono riportate le nuove norme tecniche per le costruzioni in cemento armato ed a struttura metallica, elaborate dal Servizio Tecnico Centrale della Presidenza del Consiglio Superiore dei LL.PP. ed approvate con Decreto dal Ministro Prandini del 14 febbraio 1992 n. 34232.

Le nuove norme che sostituiranno, dopo un periodo transitorio di mesi quattro, quelle emanate con il precedente Decreto del 27.7.85, introducono varie innovazioni, peraltro di carattere piutto-sto marginale, tranne quella riguardante gli acciai per cemento armato normale, per cemento armato precompresso e per carpenterie.

Per tali prodotti infatti viene introdotta una modifica molto significativa, consistente nella obbligatorietà della «qualificazione all'origine» secondo precise procedure finalizzate all'apposizione del marchio di qualità sui prodotti stessi.

Si passa quindi all'attuale regime di qualificazione volontaria al regime di qualificazione obbligatoria, il che porta al conseguimento dei seguenti risultati:

  • il nostro Paese viene a collocarsi in una posizione ancora più avanzata nel settore della qualificazione dei prodotti dell'inge-gneria strutturale, in armonia con le indicazioni della Direttiva CEE 89/106 riguardante i prodotti per le costruzioni;
  • fermo restando l'obbligo dei «controlli di cantiere» demandati ai direttori dei lavori, la qualificazione obbligatoria all'origine viene a tutelare in modo piu incisivo la sicurezza degli utenti;
  • viene infine maggiormente assicurata la regolarità del mercato, con una maggiore tutela dei legittimi interessi dell'industria siderurgica nazionale ed europea, spesso pregiudicati dalla im-missione sul mercato nazionale di acciai provenienti dall'area extracomunitaria e non sempre rispondenti alle specifiche tecniche e contrattuali.

La prossima tappa nella evoluzione delle norme dell'ingegneria strutturale sarà l'attivazione delle norme europee, costituite dall'Eurocodice 2 (cemento armato) e dall'Eurocodice 3 (acciai).

Tali Eurocodici, in base agli accordi finali raggiunti a Bruxelles, sono stati già pubblicati dal C.E.N. come E.N.V. (Norme Sperimentali).

Nel merito la Commissione CEE ha espresso ufficialmente la raccomandazione a tutti gli Stati Membri di rendere possibile l'applicazione dei due Eurocodici sopra menzionati (peraltro già accettati dalle delegazioni degli Stati Membri) almeno in alternativa alle Norme Nazionali; ciò per una serie di motivazioni, tra le quali emerge quella di non giungere impreparati al momento in cui tali Eurocodici si trasformeranno in norme definitive (EN) e quella di contribuire ad un miglioramento dei testi, attraverso la pratica applicazione.

A seguito di tale raccomandazione molti Stati Membri hanno già messo allo studio le procedure tecnico-legali per rendere possibili l'adozione dei rispettivi Paesi dell'EC-2 ed EC-3.

Appare quindi indispensabile ed urgente che in Italia siano individuati ed attivati gli strumenti più idonei per rendere possibile, in fase transitoria, la convivenza tra gli Eurocodici EC-2 ed EC-3 e le corrispondenti norme nazionali emanate in forza dell'art. 21 della Legge 5.11.1971 n. 1086.

In seno al Consiglio Superiore dei LL.PP., assistito dalla Commissione CNR, si stanno mettendo a punto le modalità piu opportune per la realizzazione di tale obiettivo.

Prepariamoci quindi ad avere, entro breve tempo, una normativa a «doppia corsia», in attesa che nel medio termine tutti gli operatori europei possano, come e giusto, avere a disposizione un'unica normativa armonizzata.

Giugno 1992

Dott. Ing. EUGENIO ROSSI

Segretario Generate del Servizio Tecnico Centrale

Presidenza del ConsiglioSuperiore - Ministero LL.PP.

La Sidercem ha inoltre rivolto particolare attenzione alle tematiche concernenti la durabilità, la qualità e la resistenza residua delle costruzioni civili ed industriali.

In tale ambito ha sviluppato un settore innovativo altamente qualificato, tecnologicamente e professionalmente, che l'ha resa leader sul mercato. Tale campo, indicato come Diagnosi del Degrado, verifica dei parametri residui, determinazione della resistenza "a posteriori", si articola nel seguente modo:

Prove in situ - calcestruzzo:

  • Carotaggi
  • Ultrasuoni
  • Georadar
  • Prove Penetrometriche (sonde di Windsor)
  • Prove di estrazione (pulì - out)
  • Prove sclerometriche
  • Metodi colorimetrici (fenolftaleina,fluoresceina)
  • Boroscopio

Prove in situ - acciaio:

  • Ricerca dell'armatura (pacometro, georadar);
  • Corrosione dell'armatura (mappatura del potenziale di corrosione).

Prove di laboratorio:

  • Determinazione dei parametri fisici, meccanici e chimici (granulometria, peso di volume, pH, contenuto di cloruri e solfati, resistenza a compressione, trazione, urto, usura, modulo elastico).

Entrambi i laboratori sono autorizzati ad eseguire prove dal:

  • Ministero dei Lavori Pubblici (L. 1086/71);
  • Ministero della Sanità (I.S.P.E.S.L.);
  • Registro Italiano Navale (R.I.NA.).

 - Diagnosi del Degrado - Durabilità, qualità e resistenza delle costruzioni civili ed industriali

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